editor in tropico

Corso di editoria di minimum fax al teatro Valle occupato

Al teatro Valle occupato, sopratutto, si sta creando una scuola.

In primo luogo s’insegna la resistenza allo stato d’illegalità e d’ignoranza in cui il Governo ci ha costretto; questo grazie alla costruzione di dibattiti con esperti di economia, gestione della cosa pubblica, diritto, nel corso di assemblee aperte e partecipate. In secondo luogo, si permette, stimola, e quindi insegna, l’esercizio del pensiero; naturale, forse, che il discorso sul futuro riparta da uno spazio senza tempo come il teatro e insieme da uno spazio totalmente immerso nel contemporaneo come il Valle occupato. In terzo luogo, si sta creando una vera e propria scuola in cui scambiarsi esperienze e competenze che ruotano dentro e intorno alla produzione culturale. Gli occupanti – sempre più autodefiniti “custodi” – del Valle promuovono un’idea di formazione “viva e in divenire, la trasmissione di un sapere incarnato, di un’osmosi tra le discipline”. “Cosa non ci piace della formazione, come è concepita oggi? – spiega Ylenia in assemblea – Il fatto che è elitaria, chiusa e poco umana, c’è poca trasmissione emotiva del sapere”. Continua a leggere su PaeseSera.it →

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