Chi è l’editor e cosa fa esattamente?
I libri che ho curato:
La morte dell’autore (2009) di Gilbert Adair, Robin
Si è detto che leggere Adair è come stare ad ascoltare il racconto di un vecchio amico di cui non ci si riesce ancora a fidare del tutto. Questa è la qualità richiesta al lettore: la capacità di lasciarsi cullare dall’ ingan no senza caderci. La morte dell’autore è un giallo di bibliofollia all’humor nero che racconta la storia, basata su un vero scandalo, di Léopold Sfax, francese emigrato negli Stati Uniti. Divenuto professore di letteratura in una prestigiosa università americana, sale agli onori della cronaca per la sua “Teoria”, abile stratagemma con cui cercherà di camuffare la paternità di certi suoi vecchi articoli, che risch iano di tornare a galla rivelando un oscuro passato… “Il mondo era stato messo sottosopra – ciò che era sempre stato vero era diventato falso, ciò che era stato importante era divenuto marginale, ciò che aveva avuto un significato l’aveva perso – e questo aveva un senso, aveva un senso!”
In perfetto orario (2009) di Luca Rinarelli, Robin
Un sicario dal passato travagliato e dal presente pieno di dubbi. Werner è un professionista che cerca una giustificazione per uccidere o un motivo per smettere. Non ha un telefono, una mail, un documento. Non ha identità e questo gli permette di sopravvivere, ma lo condanna alla solitudine.
Dal suo incontro con Salvatore, un operaio, uomo mite che, contro la sua natura, sente il bisogno di vendicare un delitto atroce, scaturisce una terribile serie di omicidi. Sullo sfondo una Torino che attende l’Evento Olimpico, piena di cantieri e crateri, in cui si muove un’umanità disorientata, in cerca di riscatto.
E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009) di Elvira Mujcic, Infinito
Un paesino sulla Drina, una minaccia terribile, gli echi di un genocidio, il tempo lungo e indefinito del dopoguerra bosniaco; un nipote e suo zio che si districano tra passato e presente, s’inoltrano nei terreni dei rancori famigliari, intrecciano guerra e amore, verità e dubbio, passeggiano attraverso le follie di un popolo inebetito, cristallizzato nell’incubo del conflitto.
Questo il nuovo lavoro dell’autrice di “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica”, in cui camminando sul filo incerto che divide il nazionalismo e la memoria, sulle tracce di eroi costruiti, menzogne celate e vite stroncate, i due protagonisti scavano per trovare risposte al loro bisogno di Storia.
Gli abeti rossi (2009) di Emilia Bernardini, Robin
Gianna è una ragazza spensierata, frivola forse. Frequenta il liceo e, noncurante del sincero amore di Fernando, passa il suo tempo libero con il figlio di un gerarca fascista. Ma quando suo padre, spirito libero e democratico, viene quasi ucciso dalle SS, lei è presente. Assiste così per la prima volta alla ferocia del regime autoritario di cui fino allora non si era data pensiero. Tutto cambia e si trasforma in lei, è la perdita della sua grande colpa, l’indifferenza. Gianna e “Nando” si ritrovano partigiani sulle colline insanguinate della Liguria. Inizia il loro amore che vivrà al di sopra del pericolo, dei rischi, della paura.
La terza giovinezza (2009) di Carlo Pizzetti, Robin
Questi racconti descrivono un’umanità implosa in se stessa e bloccata nella paura dell’altro in cui il tornaconto personale contingente è l’unico criterio e in cui i principi, se resistono, lo fanno solo formalmente: come alibi per le azioni più efferate. Lo spaesamento si avverte in ogni scelta, ove un razionalismo esasperato cela l’inconsapevolezza delle conseguenze reali delle proprie azioni. In questi quadri di ordinaria follia l’essere umano emerge in tutta la sua grettezza. Il paradosso è lo strumento usato dall’autore per rendere – con ironia e inventiva – questa asfittica condizione, in cui non sembra più possibile un entusiasmo genuino, non corrotto in partenza dall’ipocrisia di una vita malamente vissuta. Così la “terza giovinezza” non è una fase della vita anagrafica dell’individuo, ma un ultimo, grottesco tentativo di dare un senso – uno qualsiasi – alle cose della vita.







