il libro espande le sue possibilità

Il termine xbook è stato coniato da Davide Tarasconi, Product Designer, per ricordarci delle molte possibilità che oggi un testo ha di essere prodotto, rifinito, distribuito, promosso e fruito. La “x” sta per “ignoto”, “esperienza” e “interazione”: tra scrittori, lettori, storie e personaggi.
Dobbiamo spostare lo sguardo dall’interesse per la scrittura a quello per la lettura. La sfida sta nel migliorare il più possibile la qualità e quantità di fruizione di un contenuto “testuale”, null’altro.
Innanzitutto, come sottolineava più di un anno fa Kassia Krozser su Publishing Perspetives, il nostro xbook deve essere un prodotto di qualità. Fino a oggi infatti la corsa alla ebookizzazione dei cataloghi editoriali ha prodotto mostri. Una volta che avremo un prodotto ebook di qualità, al pari della sua versione cartacea, allora potremo cominciare a parlare di enhancements (“abbellimenti”). Leggi il seguito di questo post »
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